Architettura rurale

Tra gli elementi più interessanti e originali che compongono il paesaggio del nostro territorio vi sono sicuramente le opere dell’uomo come strade, sentieri, terrazzamenti e costruzioni rurali.

Si tratta di un patrimonio materiale e culturale importante su cui vogliamo richiamare la più larga attenzione perché meritevole non solo di salvaguardia ma di poter tornare, almeno in parte, ad essere utilizzato.

Oggi riteniamo cultura anche quello che la gente ha fatto con le proprie mani, tramandando un patrimonio di esperienze di padre in figlio, come umili e necessari prodotti quotidiani indispensabili per la vita di tutti i giorni: patrimonio di fatica, costituito da modi e tecniche affinate nei secoli per coltivare la terra, per allevare il bestiame, per utilizzare il bosco, per farsi la casa. Quest’ultima è stata man mano adattata, modificata per tante generazioni nella ricerca di un vivere migliore, utilizzando gli elementi disponibili sul territorio, con una millenaria saggezza nel tendere al massimo risultato con i poveri, minimi, mezzi dei quali si disponeva.

Le opere di cui tratteremo non hanno nulla di “architettonico”, ne di vistosamente bello, sono fatte di poche e povere cose. Tuttavia mentre il monumento, il palazzo, la grande opera è frutto di un solo atto edilizio, di una sola o poche persone, le case rurali e le opere di sistemazione dei terreni raramente sono state fatte con un unico sforzo. Generazioni vi hanno faticato, affinando e modificando in base alle necessità e agli eventi, in una continua ricerca del risultato più efficace e duraturo. I manufatti che noi oggi vediamo sono quindi il prodotto di tutta una civiltà contadina   meritevole di essere conosciuta poiché sapeva vivere in armonia con l’ambiente.