Documenti di storia antica

Estimi farnesiani

Gli archivi parrocchiali

Gli archivi parrocchiali contengono moltissimi documenti, alcuni molto antichi, utili a ricostruire la storia di una comunità. Con il Concilio di Trento, nel 1563, fu imposto ai parroci di registrare con precisione e puntualità le nascite, i matrimoni, e dal 1614 i decessi avvenuti in parrocchia. L’osservanza di questa disposizione era poi controllata dal Vescovo, o da un suo delegato, in occasione delle visite pastorali e più avanti nel tempo – con l’istituzione dei vicariati – dal vicario foraneo.
Oltre a questi documenti in un archivio parrocchiale possiamo ritrovare i Libri Censuali, registri economici dove il parroco segnava le entrate della parrocchia che in antico regime rappresentavano l’appannaggio del parroco, e gli Stati delle Anime (Status Animarum).

I registri dello Stato delle Anime contengono l’elenco nominativo di tutti i parrocchiani viventi ad una tal data (solitamente durante la benedizione pasquale) riuniti per famiglie, con accanto l’annotazione dell’età, e l’avvenuta somministrazione dei sacramenti (C.C.C. ovvero confessato, cresimato, comunicato).

Stato delle anime 1813

La Chiesa di Santa Giustina di Curletti, pur essendo antichissima, è citata nei documenti a partire dal XIII secolo. Le carte iniziali del suo archivio risalgono però al 1613 e sono frammiste e contenute nel corposo archivio della chiesa di Santa Maria di Castello (monte Gratra) poiché all’epoca le due chiese erano affidate ad un unico sacerdote. La mancanza di documenti più antichi si deve al fatto che il primitivo archivio andò perduto nell’incendio della canonica avvenuto, probabilmente nel 1612, nell’abitato di Lovetti.
Agli inizi dell’Ottocento, quando il territorio piacentino fu sottoposto alla dominazione francese, e precisamente nel 1807, la Parrocchia di Santa Giustina di Curletti fu separata da quella di Castelcanafurone e, in ottemperanza al Concordato stipulato tra la Santa Sede e lo Stato francese, furono confiscati i beni ecclesiastici. A partire da quell’anno la parrocchia di Santa Giustina costituisce un proprio archivio e accanto ai registri già menzionati compaiono due nuovi repertori: il Libro del Massaro della Chiesa e la Vacchetta delle entrate delle Anime Purganti.

Documenti parrocchiali di Santa Giustina di Curletti